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Cannabis light: scopriamo quali sono gli effetti principali

Aggiornato il: 11 ott 2018

Di cannabis light se ne sta parlando tantissimo in quest’ultimo periodo. Tanti, però, sono completamente all’oscuro non solo del motivo di tale denominazione, ma anche delle relative proprietà ed effetti.




Il lampo di genio di lanciare sul mercato un prodotto del genere è nato in Svizzera, ma in realtà la cannabis light è arrivata ben presto anche in Italia, dove è stata legalizzata da circa un anno e mezzo. Il canale di vendita online è uno dei privilegiati, visto che ci sono tanti shop di cannabis light che offrono tale servizio, tra cui SmartJoint24.

Diversi esperti l’hanno già prontamente ribattezzata “la marijuana che non fa sballare”.


In poche parole, si tratta di un prodotto che ha la sua peculiarità nell’enorme limitazione di THC, che rimane al di sotto di ben precisi limiti stabiliti dalla legge pari allo 0,2%.

Il THC, detto tetraidrocannabinolo, non è altro che il principio attivo, una sostanza che comporta tipicamente degli effetti psicotropi.


Come viene ricavata

La cannabis light viene ottenuta direttamente dalle infiorescenze femminili di Canapa Light Sativa. Si tratta di varietà di piante che vengono accuratamente selezionate, soprattutto perché presentano una notevole concentrazione di CBD.

Quest’ultimo è il cannabidiolo, ovvero una sostanza non psicoattiva che viene spesso sfruttata anche con la marijuana terapeutica.

Inoltre, tali piante si caratterizzano per avere un livello estremamente limitato di THC. Proprio il fatto che il principio attivo rimanga al di sotto della soglia dello 0,2% permette di classificare questo prodotto come non stupefacente.


Gli effetti principali

La bassa presenza di THC permette di commercializzare la cannabis light senza problemi. Sono proprio tali caratteristiche a conferirle un effetto tipicamente rilassante.

Al contrario della cannabis non legale, infatti, questo prodotto non porta in alcun caso un effetto sballante o psicotropo nel corpo di chi la assume.

Ecco spiegato il motivo per cui non si devono temere rischi o pericoli nemmeno nel momento in cui ci si mette alla guida dopo aver assunto la cannabis light.

In ogni caso, è bene comunque mettere in evidenza un aspetto molto importante:

Ogni persona risponde in maniera diversa all’assunzione di questo, come tanti altri ovviamente, prodotto.

Di conseguenza la reazione potrebbe essere differente, anche in base alle modalità con cui viene assunta la cannabis light.


Quanto incidono le modalità di assunzione?

Sono numerose le proprietà che caratterizzano la cannabis light, anche se è bene evitare di fare confusione con la cannabis terapeutica, che prende il nome di FM-2.

Quest’ultima viene impiegata solo ed esclusivamente nel settore sanitario, sfruttata anche per realizzare dei farmaci galenici. Dal momento che la variabilità individuale in riferimento alla risposta a tale sostanza è molto importante, è chiaro che le modalità di assunzione potrebbero fare la differenza.

Per essere sicuri circa gli effetti sul sistema nervoso, si dovrebbe avere la certezza sulle percentuali di THC in forma attiva presenti nel momento in cui si consuma.

Piuttosto di frequente, infatti, capita che l’utente finale prima di usare la sostanza la riscaldi. Diverso il discorso per il cannabidiolo, visto che la sostanza è legale in tutto e per tutto, mentre vari studi scientifici hanno già accertato la capacità ansiolitica e l’ottimo grado di tollerabilità.

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