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Cannabis light shop online, un mercato in costante e forte crescita

Un mercato in grande ascesa, che sta facendo registrare numeri molto importanti.

Secondo le previsioni, il giro di affari legato alla cannabis light in Italia dovrebbe aumentare sempre di più.


Anche le statistiche lo mettono perfettamente in evidenza.

Una ricerca che è stata commissionata ad un ricercatore italiano che lavora alla Sorbona svela proprio alcuni dati particolarmente interessanti legati a questo fenomeno.


Il report di mercato, dicevamo, evidenzia come le attività commerciali legate alla cannabis light sarebbero in grado di generare un giro d’affari intorno ai 44 milioni di euro, permettendo al contempo di creare ben 960 posti di lavoro fissi.





Ricapitolando, fino a pochi mesi fa la cannabis non aveva tutta questa visibilità.

Cosa è successo da qualche mese a questa parte?


Tutto parte da un valore di THC che deve essere più basso rispetto al limite di 0,6% stabilito dalla legge.

Gli effetti sono tipicamente sedativi e tornano in tanti casi molto utili, dal momento che tante persone ne traggono beneficio quando soffrono di problematiche come insonnia, dolori da ciclo mestruale, ansia e così via.


Fin dal primo momento in cui è stata lanciata in commercio ha ottenuto un gran successo, al punto tale che diverse aziende hanno deciso senza indugi di lanciare i propri cannabis light shop online, come SmartJoint24.


Siccome si sta pur sempre parlando di fatturato minimo, in Italia il business della canapa light potrebbe registrare un vero e proprio boom.

Usare il condizionale è senz’altro d’obbligo, dal momento che nel nostro territorio mancano ancora le condizioni normative minime necessarie a favorire tale salto di qualità.


Ad esempio, vari produttori stanno chiedendo a gran voce da diverso tempo delle norme molto più dettagliate e specifiche in relazione alle infiorescenze italiane, ancora in preda alla confusione per il momento.

Regolamentare il mercato per fare il salto di qualità vincente!

E' questo lo step successivo che attende il settore.




L’analisi di Fortin è molto interessante, soprattutto perché va a sviscerare alcuni dati curiosi sulle potenzialità di tale fenomeno in Italia. Il nostro Paese, infatti, avrebbe il pieno controllo sulla stragrande maggioranza della filiera produttiva. Di conseguenza, stando alle previsioni, che parlano di oltre una ventina di tonnellate comprate, l’erario andrebbe a incassare una tassazione minima all’anno pari a circa 6 milioni di euro.


Numeri importanti, almeno dal punto di vista potenziale, anche per i coltivatori stessi.

I ricavi, in media, potrebbero aggirarsi intorno ai 50 mila euro per ettaro.

Al tempo stesso in filiera si aprirebbero le porte a nuovi posti di lavoro e i grownshop avrebbero garantita la propria sopravvivenza o, perlomeno, più chances di salvarsi. Tracciabilità, etichettatura e altri elementi dovranno essere punti fondanti dell’intervento legislativo che andrà a disciplinare il mercato.


Ovviamente, si creeranno sempre più opportunità anche per i rivenditori online, che potranno sfruttare la spinta derivante dalla presenza di regole certe ed efficaci.

Il potenziale successo di questo settore, quindi, dipenderà molto dalla considerazione che verrà posta in essere dal ministero competente.


Le azioni principali su cui il Ministro dell’Agricoltura dovrebbe intervenire sono quelle legate a favorire la ricerca sulle varietà adeguate alla produzione di fiore.


La questione è piuttosto seria, visto che alla base dell’intera produzione c’è l’uso di varietà certificate e le aziende potrebbero avvalersi anche delle norme Gacp per testimoniare la qualità dei propri prodotti.

A patto, però, di un intervento strutturale di sostegno da parte del Governo.

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